Finanziamenti e fondo di garanzia

Oltre alla legge Sabatini

La “legge Sabatini” è finalizzata nel dare sostegno alle imprese per l’acquisto di nuovi macchinari, come per esempio l’acquisto di macchine confezionatrici. In linee molto generiche, il citato sostegno consiste nell’erogazione di un contributo che il Ministero dello Sviluppo Economico concede ai richiedenti, per coprire una parte degli interessi che l’impresa deve pagare all’operatore finanziario che ha concesso il finanziamento. Esiste un altro fondo pubblico che può aiutare l’impresa nell’ottenere un prestito da una banca. Si tratta del fondo di garanzia.

 

Cenni sul fondo di garanzia.
Si tratta di un fondo gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico, la cui finalità è sostenere le attività produttive con una garanzia pubblica, così da favorire l’accesso al credito bancario. Tramite questo fondo è possibile evitare il rilascio di garanzie reali come l’iscrizione di ipoteca sull’immobile aziendale o garanzie personali tramite fideiussione. In sostanza, l’uso di una garanzia pubblica può sostituire, con altrettanta efficacia, garanzie reali e personali fornite dall’imprenditore alla banca.

 

A chi è destinato il fondo di garanzia.
Il Ministero dello Sviluppo Economico cura il funzionamento del fondo di garanzia. Il fondo è fruibile dagli operatori del settore finanziario. Infatti, la finalità è garantire i “soggetti richiedenti” dal rischio insolvenza. I “soggetti richiedenti” sono: le banche, gli intermediari, le imprese di assicurazione, gli operatori di microcredito, i gestori e le SFIS, nonché qualsiasi altro soggetto abilitato alla concessione di credito in Italia.
In questo quadro, le microimprese, piccole e medie imprese, lavoratori autonomi titolari di partita IVA, sono definiti i “beneficiari finali”. In pratica, il soggetto che si rivolge a una banca per un finanziamento è considerato il beneficiario finale, perché l’uso di una garanzia pubblica può sostituire con altrettanta efficacia garanzie reali e personali, normalmente richieste dall’istituto finanziario.

 

Nel caso di insolvenza.
Il Fondo non interviene in modo automatico, è l’operatore finanziario che provvede nella domanda. Se l’impresa che ha ottenuto il finanziamento dalla banca, garantito dal fondo pubblico, è insolvente, l’iter per il recupero è quello consueto. Vale a dire che l’operatore finanziario che ha concesso il prestito dovrà provvedere al recupero coatto del credito affidando la pratica a uno studio legale. Per questo motivo si dice che il fondo di garanzia non è un bonus o un finanziamento a fondo perduto.

 

Legge di riferimento.
La norma cui fare riferimento è la legge 662/1996 la quale, è stata modificata con vari interventi di rifinanziamento. L’ultima modifica è con il D. M. del 9 luglio 2020 che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 182 del 21 luglio 2020. A parte i dettagli nel merito delle condizioni di ammissibilità, la garanzia continua a mantenere l’iter burocratico a carico degli operatori finanziari, per i prestiti che erogano.
Come sopra accennato, la norma che ha dato corpo al fondo di garanzia è la legge n. 662/1996, art. 2 comma 100 (lettera a). Per le ricerche legislative, aggiornate e gratuite, Vi segnaliamo il sito web di “normativa”. Qui di seguito Vi riportiamo il testo della citata legge 662/1996:

legge n. 662 del 23 dicembre 1996

Art. 2
Misure in materia di servizi di pubblica utilità
e per il sostegno dell’occupazione e dello sviluppo.

“comma 100.  Nell’ambito  delle risorse di cui al comma 99, escluse quelle derivanti  dalla  riprogrammazione delle risorse di cui ai commi 96 e 97, il CIPE può destinare:
a) una somma fino  ad  un  massimo  di  400 miliardi di lire per il finanziamento  di  un  fondo  di  garanzia  costituito  presso  il Mediocredito  Centrale  Spa  allo scopo di assicurare una parziale assicurazione  ai  crediti  concessi  dagli  istituti di credito a    favore delle piccole e medie imprese;”

 

Modalità operative.
La garanzia del fondo è a titolo gratuito e può essere attivata solo a fronte di finanziamenti concessi da banche, società di leasing e intermediari finanziari a favore di microimprese, piccole e medie imprese e lavoratori autonomi con partita IVA. La domanda per l’utilizzo della garanzia pubblica deve essere inoltrata dall’operatore finanziario e non dall’impresa, trattandosi quest’ultimo del beneficiario finale.
E’ l’operatore finanziario che deve curare la pratica con tutta la documentazione necessaria, in ordine con le procedure burocratiche del caso.

 

In conclusione:
Esiste la possibilità di chiedere un finanziamento per l’acquisto di una macchina automatica. 
Se la tua intenzione è chiedere un finanziamento alla propria banca con la fruizione del fondo di garanzia, bisogna esporre il caso al funzionario incaricato nel ricevere e valutare le domande di finanziamento. Può essere utile chiedere alla propria associazione di categoria una consulenza che in genere è gratuita per i propri iscritti.

 


Fonte:
– Ministero dello Sviluppo Economico (MISE)

– legge n. 662 del 23 dicembre 1996


Sito di ricerca:
– www.normattiva.it 

 

www.mise.gov.it


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Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2020